La “postilla” di ACAiM
"Questo chiarimento è dovuto anche perché ci è stato chiesto di condividere testi che citano l’esercizio della rappresentanza, senza i dovuti chiarimenti sul suo utilizzo improprio. ACAiM ha sempre denunciato il fallimento del sistema dei partiti e della rappresentanza, proponendone il superamento nel pieno rispetto delle norme della nostra Costituzione."
1. Il bilanciamento nella sentenza 1/2014: rappresentanza e libertà di voto
La Corte afferma che:
Non esiste un modello elettorale costituzionalmente obbligato, ma ogni legge elettorale deve rispettare i principi fondamentali.
È legittimo favorire la governabilità attraverso meccanismi maggioritari, purché non si sacrifichino:
la rappresentanza (cioè il diritto di ogni voto a contare);
la libertà di voto (cioè il diritto di scegliere tra opzioni reali, non predeterminate o viziate da meccanismi distorsivi come liste bloccate o premi eccessivi).
2. La posizione di ACAiM: democrazia diretta oltre la rappresentanza tradizionale
ACAiM si muove oltre il paradigma della rappresentanza partitica, proponendo:
Un superamento della delega continua e passiva ai partiti e ai rappresentanti eletti.
L’uso vincolante del referendum propositivo, come forma stabile di partecipazione politica.
Il potenziamento degli strumenti deliberativi nei territori, che consentano ai cittadini di discutere, decidere e proporre norme, non solo di ratificare decisioni prese altrove.
Da questo approccio emergono alcune differenze nette e alcuni distinguo fondamentali:
3. Distinguo fondamentali: rappresentanza e libertà di voto secondo ACAiM
| Tema | Secondo la Corte Costituzionale (1/2014) | Secondo ACAiM |
|---|---|---|
| Rappresentanza | Deve essere garantita nei sistemi elettorali (anche maggioritari) in modo da non distorcere il voto. | È un principio insufficiente da solo: serve passare dalla rappresentanza alla decisione diretta dei cittadini. |
| Libertà di voto | Richiede che l’elettore possa scegliere realmente i candidati e che il voto sia libero e non viziato. | La libertà non si esaurisce nell’atto del voto: serve continuo esercizio di sovranità, non solo elettorale. |
| Forma di governo legittima | È legittimo un sistema che garantisca maggioranze governative, anche con premi, se bilanciato. | Ogni forma che impedisce il controllo popolare costante è fragile: la vera legittimità viene dalla partecipazione permanente. |
| Ruolo dei partiti | Sono strumenti fondamentali della democrazia rappresentativa. | I partiti sono strumenti superabili: la democrazia deve nascere dai territori, dalle assemblee e dai comitati. |
| Governabilità vs. partecipazione | Si può sacrificare un po’ di rappresentanza per avere stabilità. | ACAiM rifiuta questa logica: la partecipazione è prioritaria, essa stessa garantisce la stabilità istituzionale. |
4. Conclusione sintetica
ACAiM riconosce l'importanza storica dei partiti, della rappresentanza e del voto libero, ma li considera non più sufficienti per affrontare le sfide democratiche attuali. La vera garanzia costituzionale, secondo ACAiM, è la possibilità per il cittadino di decidere direttamente, in modo continuo, quotidiano, faticoso, non può più relegare al solo momento del voto né alle decisioni di pochi." Non basta più scegliere chi decide al suo posto.
NOTA DI COMMENTO
Nota di commento alla sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale, scritta dal punto di vista dell’associazione ACAiM:
Nota di commento alla sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale
Rappresentanza, libertà di voto e sovranità diretta: uno sguardo critico da ACAiM
La sentenza n. 1 del 2014 della Corte Costituzionale rappresenta un passaggio importante nella giurisprudenza costituzionale italiana in materia elettorale. Con essa la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune norme della legge elettorale nota come Porcellum, in particolare per l’eccessivo premio di maggioranza e l’assenza di preferenze nelle liste bloccate.
Non basta cambiare nome alle leggi e mantenerne le norme anticostituzionali. Vedi il Rosatellum.
Al paragrafo 5.1, la Corte chiarisce un punto fondamentale: la Costituzione non impone un sistema elettorale specifico, ma richiede che ogni modello sia compatibile con un equilibrato bilanciamento tra esigenze di governabilità e rispetto dei principi fondamentali, tra cui la rappresentanza e la libertà di voto.
ACAiM, l’Associazione Culturale Cittadini Attivi in Movimento, accoglie con interesse questo passaggio, ma ritiene opportuno approfondire e problematizzare alcuni concetti chiave alla luce della propria visione democratica, fondata non sulla delega ma sulla partecipazione diretta e continua dei cittadini alla cosa pubblica.
1. Rappresentanza: un concetto da superare?
Secondo la Corte, la rappresentanza va garantita nel sistema elettorale affinché il voto dei cittadini non venga svuotato di efficacia. Tuttavia, ACAiM ritiene che questo principio, pur legittimo, sia ormai insufficiente a garantire la piena sovranità popolare. Un sistema fondato unicamente sulla delega elettorale rischia di limitare il ruolo del cittadino al solo momento del voto, lasciando il potere decisionale effettivo in mano a élite politiche, spesso autoreferenziali.
ACAiM propone una democrazia fondata su strumenti di partecipazione diretta – come il referendum propositivo vincolante, le assemblee territoriali deliberative e i processi decisionali comunitari – che restituiscano ai cittadini non solo la rappresentanza, ma il governo diretto delle scelte che li riguardano. "La democrazia è un esercizio continuo, quotidiano, faticoso, che non si può relegare al solo momento del voto né alle decisioni di pochi."
2. Libertà di voto: forma o sostanza?
La Corte ribadisce che il voto dev’essere libero e consapevole, e che ogni cittadino deve poter scegliere tra diverse opzioni reali. Tuttavia, ACAiM sottolinea che la libertà di voto non si esaurisce nel momento elettorale. Un voto dato ogni cinque anni, in un contesto spesso condizionato da campagne mediatiche, promesse non mantenute e partiti chiusi alla partecipazione reale, non può bastare a definire una democrazia pienamente libera.
Per ACAiM, la vera libertà politica consiste nella possibilità di intervenire con continuità nelle scelte pubbliche, attraverso strumenti accessibili, vincolanti e diffusi nei territori. La libertà, allora, non è solo espressione di una preferenza elettorale, ma capacità concreta di decidere collettivamente.
3. Governabilità o partecipazione?
La Corte riconosce che la governabilità è una finalità legittima. Tuttavia, ACAiM rifiuta l’idea che per garantire la stabilità di governo si possa sacrificare il principio della partecipazione popolare. Quando i meccanismi elettorali diventano ingegnerie al servizio della stabilità istituzionale, a scapito della pluralità e del conflitto democratico, la democrazia stessa si svuota.
ACAiM sostiene che la vera stabilità nasce dalla partecipazione diffusa, non dalla concentrazione del potere. La cittadinanza attiva, quando ben organizzata e responsabilizzata, è in grado di produrre decisioni stabili, condivise e rispettose del bene comune.
Conclusione
La sentenza n. 1/2014 segna un passo avanti nel contrastare le distorsioni della legge elettorale, ma rimane interna a un paradigma rappresentativo che ACAiM intende oltrepassare. Il nostro orizzonte è una democrazia di prossimità, partecipata, deliberativa e permanente, dove ogni cittadino possa esercitare il diritto/dovere di contribuire direttamente alle scelte collettive.
In questa visione, la rappresentanza diventa solo uno degli strumenti possibili – e non il principale – per realizzare il dettato dell’art. 1 della Costituzione: la sovranità appartiene al popolo.
Fonti:
Fonti normative e giurisprudenziali
Costituzione della Repubblica Italiana
Art. 1 – La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 48 – Il voto è personale ed eguale, libero e segreto.
Art. 49 – Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Art. 75 – Sul referendum abrogativo.
Art. 3 e 2 – Principi di eguaglianza e partecipazione.
Corte Costituzionale, sentenza n. 1/2014
Paragrafi centrali: 5.1 sul bilanciamento tra rappresentanza, libertà di voto e governabilità.
Dichiarazione di incostituzionalità del premio di maggioranza senza soglia minima e delle liste bloccate.
Convenzione di Aarhus (ratificata con L. 108/2001)
Art. 1 e 6–8: Diritto dei cittadini a partecipare ai processi decisionali in materia ambientale.
Rilevante come base giuridica per l’estensione dei diritti partecipativi nei territori.
Fonti dottrinali e teoriche
Nadia Urbinati, Democrazia in diretta (Feltrinelli, 2013)
Riflette su limiti della democrazia rappresentativa e possibilità di forme partecipative dirette.
Giovanni Sartori, Elementi di teoria politica (Il Mulino)
Definisce la rappresentanza e i limiti strutturali della democrazia elettorale moderna.
Cornelius Castoriadis, La montée de l’insignifiance (1996)
Critica della democrazia rappresentativa come svuotamento della partecipazione reale.
Hannah Arendt, La crisi della Repubblica (1969–71)
Sul concetto di libertà come azione e partecipazione nello spazio pubblico.
Beniamino Caravita, La legge elettorale alla prova della Corte Costituzionale, in “Giurisprudenza Costituzionale”, 2014
Analisi tecnico-giuridica della sentenza 1/2014.
Fonti ACAiM / interne al progetto
Manifesto ACAiM (2023)
Principio: Il governo ai cittadini, non ai partiti.
Centralità del referendum propositivo vincolante come strumento di esercizio diretto della sovranità.
Proposte ACAiM sul “Governo di Tutti” e la Convenzione di Aarhus nei quartieri (2025)
Materiali in preparazione per delibere popolari nei Comuni.
