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Associazione Culturale Cittadini Attivi in Movimento 

La repressione nascosta

2025-08-24 11:58

Vincenzo Fiore

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La repressione nascosta

NOI NON DIMENTICHIAMOAssociazione Culturale Cittadini Attivi in Movimento (ACAiM) Dossier – “Repressione selvaggia nelle provincie del sud Ialia post

NOI NON DIMENTICHIAMO

Associazione Culturale Cittadini Attivi in Movimento (ACAiM)

 

Dossier – “Repressione selvaggia nelle provincie del sud Ialia post unitaria”: nomi e responsabilità (1863-1873) 

- Come possono, anche storici importanti, negare l’evidenza documentale? Eppure è così.
Raccontano una storia che non corrisponde ai fatti.

Quello che accadde nel Sud Italia, e in particolare in Sicilia, è qui ricostruito in forma sintetica: secca, documentata e cronologica (1863–1873), basata su atti ufficiali e parlamentari, con nomi, date e riferimenti puntuali.

Tutto è “senza romanzo”: atti normativi, resoconti d’Aula, commissioni parlamentari e relazioni ufficiali, con precisione di date e protagonisti.

La Legge Pica (artt. 1, 2, 5, 7), i passaggi della Relazione del 1867 (arrivo a Palermo, visita alle carceri, metodo d’indagine), e un box con i protagonisti istituzionali (Cadorna, Rudinì, Torelli, Pisanelli) raccontano, senza possibilità di smentita, la violenza e la repressione subite dalle popolazioni meridionali dopo l’annessione.

I fatti:

- “I moti di Palermo del 1866. Verbali della Commissione parlamentare d’inchiesta” (Camera dei deputati, ed. 1981): raccoglie deposizioni, denunce e la relazione conclusiva dell’inchiesta parlamentare istituita dopo la rivolta del “sette e mezzo”. È la fonte primaria chiave per le “denunce dei parlamentari siciliani”. CameraGoogle Libri

- Rendiconti/Discussioni della Camera (1865-67) sul portale storico della Camera: si possono cercare gli interventi in Aula che richiamano Palermo/Sicilia e la gestione dell’ordine pubblico. storia.camera.it

- Relazione della Commissione d’inchiesta sul brigantaggio (1863, “Relazione Massari”): pur centrata soprattutto sulle province continentali, resta fondamentale per capire il quadro repressivo post-unitario e le leggi speciali. Internet Archivepavonerisorse.it

- Legge Pica, 15 agosto 1863, n. 1409 (testo in Gazzetta Ufficiale): cornice giuridica delle misure eccezionali contro il brigantaggio. Gazzetta Ufficiale

- Studi storici sul 1866 a Palermo (es. Lucy Riall; saggi che citano puntualmente i Verbali della Commissione e il ruolo del generale Cadorna nello stato d’assedio). rivistameridiana.it

- Franchetti & Sonnino, La Sicilia nel 1876: grande inchiesta civile e amministrativa che, pur di poco oltre il tuo range, mette a fuoco conseguenze e pratiche repressive nell’isola negli anni precedenti. Internet ArchiveLiber Liber

 

- Quadro secco, documentato e cronologico (1863–1873), basato su atti ufficiali e atti parlamentari con nomi, date e riferimenti puntuali.

 

Tra 1863 e 1873 le province meridionali e la Sicilia furono sottoposte a un regime eccezionale fatto di leggi speciali, tribunali militari e stati d’assedio. Gli atti parlamentari e le relazioni ufficiali non lasciano spazio a dubbi: la violenza subita dalle popolazioni fu riconosciuta e verbalizzata dallo stesso Parlamento del Regno d’Italia.”

 

1) Norme d’eccezione che abilitano la repressione

15 agosto 1863 – “Legge Pica” (n. 1409).
Art. 1: nelle province dichiarate “infestate dal brigantaggio” i reati sono devoluti ai tribunali militari.
Art. 2: per chi resiste armata mano è prevista la fucilazione o i lavori forzati a vita; per ricettatori e fiancheggiatori lavori forzati a vita o a tempo.
Art. 5: domicilio coatto fino a un anno per “oziosi, vagabondi, persone sospette… camorristi e sospetti manutengoli”, su parere di una giunta presieduta dal prefetto.
Art. 7: facoltà al Governo di istituire compagnie di volontari a piedi o a cavallo. Gazzetta Ufficiale+3Gazzetta Ufficiale+3Gazzetta Ufficiale+3

2 settembre 1863 – Regolamento di esecuzione dell’art. 7 (volontari armati alle dipendenze del Governo), pubblicato in G.U. n. 208/1863. Gazzetta Ufficiale

2) Sicilia 1863–1864: renitenza alla leva e misure militari

5 dicembre 1863 – Camera dei deputati, Discussioni: interrogazioni “sugli ultimi fatti di Sicilia… provvedimenti contro i renitenti alla leva a Licata, Petralia e Palermo”; risposte del ministro della Guerra. (Seduta ufficiale). storia.camera.it

3) Settembre 1866 – Palermo sotto assedio (“sette e mezzo”)

16–22 settembre 1866: insurrezione a Palermo; il Governo invia il gen. Raffaele Cadorna con truppe di Esercito e Regia Marina. Il 23 settembre Cadorna dichiara lo stato d’assedio nella città e nella provincia; seguono arresti di massa e tribunali militari; le fonti storiografiche, sulla base degli atti, ricordano anche bombardamenti navali su aree urbane. rivistameridiana.it

Nomi istituzionali coinvolti a Palermo (dalle fonti ufficiali e coeve):
Raffaele Cadorna (comando militare), Antonio Starabba, marchese di Rudinì (sindaco), Luigi Torelli (prefetto), Benedetto D’Acquisto (arcivescovo di Monreale, tra gli arrestati). Wikipedia

4) La risposta parlamentare: Commissione d’inchiesta su Palermo (1867)

28 aprile 1867 – Camera, Discussioni: Bettino Ricasoli propone formalmente la Commissione d’inchiesta “sulle condizioni della provincia di Palermo”; la Camera aderisce. (Atto e data ufficiali). storia.camera.it

Maggio–giugno 1867 – Verbali della Commissione (pres. Giuseppe Pisanelli): raccolta deposizioni e accertamenti in loco.
La Relazione ufficiale (Camera dei deputati) documenta che la Commissione lascia Firenze il 14 maggio, giunge a Palermo il 16, interroga persone di ogni classe e visita le carceri e gli istituti più importanti; i lavori sul territorio proseguono fino al 1° giugno. (Fonte primaria). storiacostituzionaledelrisorgimento.it

30 luglio 1867 – Approvazione in Aula della Relazione della Commissione sulle “condizioni morali ed economiche della città e provincia di Palermo” (documento ufficiale della Camera). storiacostituzionaledelrisorgimento.it

Ulteriore riscontro: la letteratura scientifica (Riall) ricostruisce, su base documentaria parlamentare, stato d’assedio dal 23/9/1866, arresti e giustizia militare straordinaria nella città e provincia. rivistameridiana.it

5) Il quadro nel Mezzogiorno continentale (ex Due Sicilie)

1862–1863 – Commissione d’inchiesta sul brigantaggio (cd. Relazione Massari): commissione nominata dalla Camera il 16 dicembre 1862, lavori conclusi nel maggio 1863 e pubblicazione della relazione; è il presupposto legislativo della Legge Pica (15/8/1863). (Atti parlamentari e testo della relazione dell’epoca). archivio.camera.itquarsoft.info

 

- Punti-chiave (giuridico-istituzionali) per raccontare la violenza subita, con date e nomi

Legalizzazione dell’eccezione: con Legge 15/08/1863 n. 1409 si trasferiscono alla giustizia militare ampie fattispecie, si autorizzano fucilazioni in caso di resistenza armata, domicilio coatto amministrativo e creazione di corpi di volontari per la repressione. (Atto ufficiale, G.U.). Gazzetta Ufficiale+2Gazzetta Ufficiale+2

 

Sicilia sotto pressione militare già nel 1863–64: la Camera discute interpellanze sulle operazioni contro renitenti in varie località siciliane (Licata, Petralia, Palermo). (Resoconto ufficiale). storia.camera.it

 

Palermo 1866 – Stato d’assedio e tribunali militari: decisione operativa del gen. Raffaele Cadorna dal 23/09/1866; impiego dell’Esercito e della Regia Marina in città; arresti e giudizi militari in base alla normativa eccezionale. (Ricostruzione storiografica fondata su atti; confermata dall’avvio della Commissione parlamentare). rivistameridiana.it

 

Controllo parlamentare ex post: Commissione d’inchiesta Pisanelli (maggio–giugno 1867), visite a carceri, interrogatori “di persone dalle più alte alle più umili”, Relazione approvata in Aula il 30/07/1867. (Atti ufficiali della Camera dei deputati). storiacostituzionaledelrisorgimento.it+1

 

FINO A QUANDO?

Fino a quando non si ristabilirà la verità
su ciò che accadde con l’unificazione dei regni,
non ci sarà nazione.

Fino a quando le piazze e le strade del Sud
continueranno a portare i nomi di Cavour,
Garibaldi, Nino Bixio o Vittorio Emanuele II,
non saremo mai popolo.

Fino a quando non sostituiremo le statue
nelle nostre piazze con i veri eroi resistenti,
non saremo nazione.