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Le regole truccate

2025-08-31 19:52

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Le regole truccate

Il Porcellum fu smontato dalla Consulta perché troppo distorsivo (premio senza soglia + liste bloccate infinite).L’Italicum cercò di correggere ma int

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All’indomani della Costituzione repubblicana, l’Italia visse una stagione straordinaria di partecipazione. La prima legge elettorale del 1948, condivisa vista le affluenze, accompagnò il Paese per quasi mezzo secolo. Gli italiani andavano a votare in massa: le percentuali di partecipazione toccavano il 94-96%, segno di una fiducia diffusa nella giovane democrazia.

Poi arrivò il 1993, con il Mattarellum. Un sistema misto, che obbligava i partiti a fare coalizioni e restituiva ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti nei collegi uninominali. Non era perfetto, ma garantiva competizione reale e alternanza. Non a caso la partecipazione, pur iniziando lentamente a calare, rimaneva ancora molto alta.

Ma quella parentesi durò poco. Nel 2005 il centrodestra confezionò il Porcellum, una legge pensata non per i cittadini ma per salvare la maggioranza di governo. Addio preferenze, addio scelta: i parlamentari venivano nominati dalle segreterie di partito. Bastava un voto in più per prendersi tutto, grazie a un premio di maggioranza artificiale e senza soglia. Fu la Corte Costituzionale, nel 2014, a smontarne i pezzi più vergognosi.

Eppure il copione si ripeté. Prima con l’Italicum, poi con l’attuale Rosatellum, si è continuato a manipolare le regole del gioco. Niente preferenze vere, liste bloccate, collegi uninominali che distorcono la rappresentanza, pluri-candidature che falsano il risultato. Cambiano i nomi, ma la sostanza è identica: ridurre la libertà dei cittadini e consolidare il potere delle caste di partito.

E i cittadini lo hanno capito. Dal 96% di affluenza degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, siamo precipitati alle percentuali miserabili degli ultimi vent’anni, spesso sotto il 60%. La diserzione dalle urne non è apatia: è un grido di sfiducia. È il segno che milioni di italiani non credono più a un sistema truccato, a una democrazia ridotta a rituale.

Basta Imbrogli: La Sovranità Torni ai Cittadini

Da vent’anni le leggi elettorali vengono cucite su misura da chi governa: regole cambiate a piacimento per favorire una banda o l’altra.
Il risultato? Un Paese tradito.

I cittadini non scelgono più i loro rappresentanti: li scelgono i partiti.

Le istituzioni sono occupate da chi ha già tradito, e continua a decidere contro l’interesse comune.

La fiducia è stata distrutta: la democrazia ridotta a un rito vuoto, un gioco malato.

Ma sempre più persone hanno detto basta.
Non ci rivolgiamo più agli “esperti” che hanno coperto gli abusi: ci rivolgiamo a noi stessi, ai nostri simili, alle comunità che resistono.

Vogliamo ristabilire la legalità vera: quella che nasce dal popolo, non dalle segreterie di partito.
Vogliamo ricostruire la sovranità dei cittadini: libera, trasparente, condivisa.

Perché la democrazia non è un favore concesso dall’alto, ma un diritto che si esercita dal basso.
Ed è il momento di riprendercelo.

Ripartire dal Basso: il Tempo della Casta è Finito

Abbiamo capito che non basta scrivere un’altra legge elettorale, anche se perfetta, rispettosa dei cittadini e della Costituzione.
Perché chi sta al potere la deriderà, la stravolgerà, la bloccherà.
Perché il potere, finché resta nelle mani della “casta”, userà ogni trucco per difendersi.

Per questo diciamo basta illusioni.
Non chiediamo più permesso ai palazzi: ripartiamo dai territori, dalle comunità oneste e produttive del Paese.

È lì che cresce la vera democrazia:

nelle assemblee di quartiere,

nei comitati di cittadini,

nelle reti che uniscono chi lavora, studia, resiste.

La “casta” resti sola, intrappolata nei suoi giochi di potere.
Il loro tempo è scaduto. Solo loro non lo sanno.

 

Fonti:

Affluenza elettorale

Ministero dell’Interno – Archivio storico elezioni: dati ufficiali di affluenza dal 1948 ad oggi.
 Eligendo – Ministero Interno

Camera dei Deputati, Dossier “Affluenza al voto”: conferma che alle elezioni politiche del 18 aprile 1948 votò il 92,2% degli aventi diritto; nelle tornate successive degli anni ’50 e ’60 l’affluenza si stabilizzò attorno al 94-96%.

Negli ultimi vent’anni:

2006: 83,6%

2008: 80,5%

2013: 75,2%

2018: 72,9%

2022: 63,9% (record negativo della Repubblica).
 Fonte: Ministero Interno, dati ufficiali.

 Leggi elettorali

L. 6/1948 – prima legge elettorale della Repubblica.

L. 277/1993 (Mattarellum): sistema misto maggioritario/proporzionale, in vigore dal 1994 al 2001.

L. 270/2005 (Porcellum): introdusse premio di maggioranza senza soglia e liste bloccate.
 Dichiarato parzialmente incostituzionale con Sentenza Corte Cost. n. 1/2014.

L. 52/2015 (Italicum): previsto ballottaggio nazionale; modificato con Sentenza Corte Cost. n. 35/2017.

L. 165/2017 (Rosatellum): sistema misto proporzionale/maggioritario, tuttora in vigore.

 Approfondimenti critici

Stefano Ceccanti, Le leggi elettorali in Italia. Dalla Costituzione al Rosatellum, Il Mulino, 2018.

Giovanni Sartori, Ingegneria costituzionale comparata, Il Mulino, varie edizioni.

Articoli di analisi su Quotidiano costituzionale e Il Mulino online sulle sentenze della Corte.