Questa è una panoramica aggiornata della situazione riguardante il taglio di un bosco urbano a Monza per la realizzazione di un polo istituzionale / studentato, con i punti principali, le norme coinvolte, le posizioni in campo, e le criticità.
1) Situazione attuale
Con la delibera n. 5 del 6 febbraio 2025, la maggioranza del Comune di Monza ha approvato una variante al Piano di Governo del Territorio (PGT) che prevede il taglio di un bosco di circa 25.000 mq nell’area del Polo Istituzionale, dietro la sede della Provincia di Monza e Brianza, tra via Grigna, via Lario e viale Elvezia. salviamoilpaesaggio.it+3vorrei.org+3Il Cittadino+3
L’intervento previsto include la costruzione di uno studentato universitario (in particolare legato alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Milano Bicocca), più altri edifici pubblici e privati nella zona. vorrei.org+3Change.org+3MB News+3
Il Consiglio comunale ha dato il via libera definitivo alla variante il 24 luglio 2025. vorrei.org+2Prima Monza+2
2) Opposizione e mobilitazione
Ambientalisti, comitati cittadini e associazioni locali hanno fortemente contestato il piano. È stata lanciata una petizione che ha raccolto oltre 25-30.000 firme contro il taglio del bosco. Il Giorno+3Change.org+3brianzacentrale.blogspot.com+3
Le principali richieste degli oppositori sono:
Non tagliare il bosco, o almeno cercare alternative per la localizzazione dello studentato, su aree già urbanizzate o dismesse. vorrei.org+2Change.org+2
In caso di taglio, prevedere compensazioni ambientali da 2 a 5 volte l’area del bosco che sarà perduto, come previsto dalla normativa regionale. Il Cittadino+3vorrei.org+3vorrei.org+3
Maggior trasparenza e partecipazione cittadina: assemblee pubbliche, informazione completa, valutazioni ambientali chiare. vorrei.org+2vorrei.org+2
3) Normativa e vincoli
La legge regionale lombarda sui boschi (L.R. 31/2008) definisce cosa sia un’area boschiva, e stabilisce procedure per il taglio, la tutela, la cartografia forestale, nonché le compensazioni quando si prevede la perdita di aree boschive. Regione Lombardia+2vorrei.org+2
Esiste una Carta forestale regionale che serve per identificare le aree qualificate come bosco. Se un’area è riconosciuta come tale, ciò comporta vincoli specifici. Regione Lombardia+2Il Giorno+2
Il ruolo della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è centrale per queste varianti urbanistiche che impattino su ambiente o uso del suolo. Negli articoli si rileva che nella documentazione della variante e della VAS preliminare l’esistenza del bosco era omessa o sottovalutata. brianzacentrale.blogspot.com+3vorrei.org+3brianzacentrale.blogspot.com+3
4) Criticità
Perdita di un’area verde spontanea nata negli ultimi vent’anni su aree bonificate dall’ex caserma IV Novembre. Si tratta di piante con altezze significative (pioppi, platani, olmi) che costituiscono non solo verde ornamentale ma anche habitat, mitigazione climatica, assorbimento CO₂. vorrei.org+3Il Giorno+3Il Cittadino+3
La percezione che il bosco, pur essendo spontaneo, abbia caratteristiche di “bosco” secondo la definizione normativa (diversità di specie, densità, altezza degli alberi) è condivisa da esperti, secondo fonti di comitati locali. Il Giorno+1
Disaccordo su cosa siano specie “infestanti” o “dannose”: l’Amministrazione afferma che alcune specie presenti, come la robinia, siano poco desiderabili, ma i comitati contestano che ciò giustifichi la perdita dell’intera area boschiva. vorrei.org+1
Alternative al taglio che coinvolgono aree dismesse esistono, ma potrebbero richiedere costi di bonifica o altri oneri. Change.org+2Il Cittadino+2
5) Conseguenze della decisione
Il bosco verrà abbattuto per far spazio allo studentato e all’espansione infrastrutturale prevista dal Polo Istituzionale. vorrei.org+2Prima Monza+2
L’Amministrazione ha accettato che vengano applicate le compensazioni richieste dalla normativa regionale, da 2 a 5 volte l’area disboscata. Dove e come verranno realizzate le aree compensative è un punto ancora da definire. vorrei.org+2Il Giorno+2
a) Cosa risulta dagli atti
Il Comune di Monza ha portato avanti la Variante al PGT per il Polo Istituzionale (ex caserma IV Novembre, tra via Grigna/via Lario/v.le Elvezia). Sul sito comunale ci sono tutti i passaggi: avvio, VAS preliminare, adozione (DCC n.5/06.02.2025) e approvazione definitiva in Consiglio (DCC n.36/24.07.2025). È indicato che l’avviso di approvazione definitiva è ancora da pubblicare sul BURL: i termini decorrono da quella pubblicazione regionale. Comune di Monza
Esito VAS: con il “Provvedimento di verifica di assoggettabilità a VAS” (sett. 2024) l’Autorità competente ha deciso di NON assoggettare la Variante a VAS, indicando alcune raccomandazioni (mobilità, aria/rumore, ecc.). C’è anche un parere favorevole della Soprintendenza alla non assoggettabilità, con richieste paesaggistiche (filari, ecc.). Municipium Images+1
La stampa locale e i comitati parlano di taglio di ~25.000 m² di bosco spontaneo per far posto, tra l’altro, a uno studentato; le petizioni hanno superato le 28–30mila firme. E-Gazette+3vorrei.org+3vorrei.org+3
b) Quando un’area è “bosco” in Lombardia (L.R. 31/2008, art. 42)
Per essere “bosco” servono tutte queste condizioni:
(1) vegetazione arborea/arbustiva; (2) copertura di chioma ≥ 20%; (3) superficie ≥ 2.000 m²; (4) larghezza ≥ 25 m. Sono bosco anche le formazioni di origine spontanea; esistono poi casi “assimilati a bosco”. Consiglio Regionale Calabria+2Consiglio Regionale della Lombardia+2
c) Dove si verifica “ufficialmente” se è bosco
Carta forestale regionale (Geoportale Lombardia): è lo strato che perimetra i boschi ai sensi dell’art. 42 L.R. 31/2008. Se l’area figura qui come “bosco”, scattano vincoli/iter autorizzativi specifici. Regione Lombardia
DUSAF (uso del suolo) e Piani di assestamento ERSAF sono ulteriori banche dati utili come riscontro. ersaf.lombardia.it+1
Nota: la stampa riferisce che i comitati hanno chiesto l’inserimento del bosco nella Cartografia forestale (segno che potrebbe non essere ancora perimetrato come bosco nella mappa regionale). Va verificato sul Geoportale. Il Cittadino
Checklist tecnica immediata (pratica)
1) Cartografia
Aprire il Geoportale Lombardia e controllare lo strato “Carta forestale (perimetro del bosco)” sull’area ex IV Novembre / via Grigna. Salvare screenshot e shapefile. geoportale.regione.lombardia.it+2inspire-geoportal.ec.europa.eu+2
Incrociare con DUSAF per vedere la classe d’uso (aree boscate/arbustate vs. altre). ersaf.lombardia.it
2) Requisiti art. 42 in situ
Valutare (tramite rilievo dendrometrico o fotointerpretazione recente) se l’area soddisfa: copertura chiome ≥20%, superficie ≥2.000 m², larghezza ≥25 m. Anche se non mappato, se i requisiti sono presenti è giuridicamente “bosco”. Consiglio Regionale Calabria
3) Atti urbanistici e VAS
Scaricare da Comune di Monza Relazione illustrativa, elaborati cartografici della Variante, provvedimento VAS e DCC n.36/2025 (controdeduzioni). Verificare se e come l’area “bosco” sia stata trattata negli atti. Comune di Monza
4) Iter e tempi
Controllare quando avviene la pubblicazione sul BURL dell’approvazione definitiva (lo stato dice “in attesa”): i termini di impugnazione decorrono di lì. (Indicazione generale: verificate sul BURL/Albo; per le azioni legali rivolgetevi a un avvocato). Comune di Monza
5) Vie di tutela/azione (non consulenza legale)
Accesso civico/ostensivo agli atti: chiedere a Comune ed Autorità competente VAS tutta la documentazione tecnica (studi su biodiversità, rumore/aria/traffico, tavole aggiornate, eventuali perizie forestali). Citare il Provvedimento VAS e le osservazioni pervenute (nei provvedimenti sono elencati i protocolli). Municipium Images
6) Segnalazione a Regione/ERSAF/Carabinieri Forestali: se dai rilievi risultano i requisiti art. 42, domandare formale perimetrazione/aggiornamento cartografia e chiarimenti sull’iter autorizzativo al taglio (in Lombardia la trasformazione/compensazione dei boschi è soggetta a norme dedicate). Regione Lombardia
7) Valutazioni alternative localizzative: nei documenti e nelle raccomandazioni VAS si parla di mitigazioni/viabilità; si può chiedere che siano riesaminate opzioni su aree già urbanizzate/dismesse (linea portata avanti dai comitati). vorrei.org+1
Non abbiamo trovato (nelle fonti accessibili pubblicamente) conferma che l’area dell’ex IV Novembre a Monza sia attualmente censita come bosco nella Carta forestale regionale.
Ecco cosa risulta:
I comitati ambientalisti hanno chiesto formalmente che la Regione valuti l’inserimento del “bosco spontaneo” nella cartografia forestale, segno che fino ad ora l’area non risulta riconosciuta come tale. Il Cittadino MB
Da Regione Lombardia / Geoportale la “Carta forestale (perimetro del bosco)” è uno strato WMS/WFS attivo, aggiornato al 2024, ma non ho trovato elementi che lo colleghino con certezza all’area specifica dell’ex IV Novembre come “bosco riconosciuto/perimetrato”. Inspire Geoportal+2Geodati+2
Abbiamo verificato quello che è pubblico oggi (22 settembre 2025): non risulta una conferma ufficiale che l’area dell’ex Caserma IV Novembre sia già perimetrata come “bosco” nella Carta forestale regionale. Le fonti locali riportano invece che i comitati hanno chiesto alla Regione l’inserimento del “bosco spontaneo” in cartografia; un articolo parla di una “tutela” regionale in corso, con richiesta di delimitazione e inserimento in cartografia, ma non mostra l’avvenuto aggiornamento del layer ufficiale. In breve: allo stato delle informazioni pubbliche, probabile che non sia ancora censito a cartografia, ma la questione è formalmente all’attenzione della Regione. Il Cittadino MB+1
Per passare dalla probabilità alla certezza amministrativa, i passi più rapidi sono:
Controllo sul Geoportale
Verificare lo strato “Carta forestale (perimetro del bosco)” sul Geoportale Lombardia in corrispondenza di Via Grigna 13, Monza (coordinate ~ 45.59344, 9.248967). Se il poligono “bosco” copre l’area, allora è censito; se non compare, non lo è (ancora). Geoportale Lombardia+1
Richiesta formale a Regione/ERSAF - Inviare una PEC breve chiedendo: “l’area retrostante Via Grigna 13 (ex IV Novembre) è attualmente ricompresa nella Carta forestale? In caso negativo, è in corso l’istruttoria di perimetrazione e con quale protocollo e tempi?”. (Riferimenti generali alla cartografia forestale e alla gestione regionale sono qui.) Regione Lombardia
COSA FARE secondo ACAiM:
PEC da inviare a Regione Lombardia / ERSAF.
Mini-guida per controllare sul Geoportale con coordinate e layer.
1. Testo PEC da inviare
(destinatari: protocollo@pec.regione.lombardia.it e in copia ersaf@pec.regione.lombardia.it).
Oggetto: Richiesta informazioni su perimetrazione “Carta forestale regionale” – area ex Caserma IV Novembre, Monza
Testo:
Alla cortese attenzione della Direzione Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia e di ERSAF,
il sottoscritto [nome e cognome], residente in [indirizzo], chiede di conoscere se l’area retrostante Via Grigna 13 – ex Caserma IV Novembre, Comune di Monza (coordinate circa 45.59344 N, 9.248967 E) risulti attualmente perimetrata come “bosco” nella Carta forestale regionale ai sensi dell’art. 42 della L.R. 31/2008.
In caso negativo, chiedo cortesemente di sapere:
se è in corso un procedimento di aggiornamento della cartografia forestale relativo a tale area;
eventuali atti/protocolli di istruttoria già avviati;
i tempi previsti per l’eventuale aggiornamento.
La presente richiesta è formulata ai sensi della normativa vigente in materia di accesso civico generalizzato (D.Lgs. 33/2013).
Ringrazio per la collaborazione e resto in attesa di riscontro.
Cordiali saluti,
[Firma digitale o scansione]
Osservazione Tecnica
(Comune di Monza, Regione Lombardia, ERSAF, Soprintendenza)
Oggetto: Osservazioni sulla Variante al PGT – Polo Istituzionale (ex Caserma IV Novembre, Monza) – Tutela area boscata ai sensi L.R. 31/2008
Premessa
Il sottoscritto / L’Associazione … in qualità di [cittadino residente / comitato / associazione], intende presentare le seguenti osservazioni in merito alla Variante al PGT del Comune di Monza (Delibera C.C. n. 36/2025) e alla connessa previsione di abbattimento dell’area verde retrostante Via Grigna 13 – ex Caserma IV Novembre.
1. Inquadramento normativo
L’art. 42 della L.R. Lombardia 31/2008 definisce come bosco ogni area con:
superficie ≥ 2.000 mq;
larghezza ≥ 25 m;
copertura di chioma ≥ 20%.
La normativa regionale considera bosco anche le formazioni spontanee, indipendentemente dall’origine artificiale o naturale.
La Carta forestale regionale è lo strumento ufficiale di perimetrazione, ma la giurisprudenza conferma che la qualifica di “bosco” deriva dalle caratteristiche di fatto e non esclusivamente dalla cartografia.
2. Situazione attuale dell’area
L’area interessata, stimata in circa 25.000 mq, presenta una copertura arborea continua, con pioppi, robinie, olmi e altre specie, in altezza e densità tali da superare la soglia del 20%.
La larghezza media e l’estensione complessiva superano ampiamente i parametri dell’art. 42 L.R. 31/2008.
Pertanto l’area possiede tutti i requisiti normativi per essere considerata “bosco”, anche se non ancora perimetrata cartograficamente.
3. Criticità rilevate
La documentazione della Variante e della VAS preliminare non riporta adeguatamente la presenza di questo bosco, omettendo un elemento essenziale della componente ambientale.
L’assenza di una corretta valutazione contrasta con i principi della Direttiva 2001/42/CE e con l’art. 4 del D.Lgs. 152/2006 (VAS).
Il taglio previsto comporta la perdita di un’area con funzione ecosistemica (mitigazione climatica, assorbimento CO₂, biodiversità, drenaggio idrico), in contrasto con gli obiettivi di adattamento climatico e tutela del verde urbano.
4. Richieste
Si chiede:
Il riconoscimento formale dell’area come bosco ai sensi dell’art. 42 L.R. 31/2008, con conseguente applicazione delle procedure autorizzative e compensative.
La riapertura della valutazione ambientale con inserimento dell’area boscata nella componente paesistica ed ecologica.
La sospensione di qualsiasi intervento di taglio fino a conclusione delle verifiche e dell’eventuale aggiornamento della Carta forestale regionale.
La valutazione di alternative localizzative per lo studentato e le strutture del Polo Istituzionale su aree già urbanizzate o dismesse, in coerenza con i principi di riduzione del consumo di suolo.
5. Conclusioni
La tutela del bosco dell’ex Caserma IV Novembre rappresenta un interesse pubblico primario, in linea con le politiche europee e regionali di resilienza climatica e salvaguardia della biodiversità urbana.
Con la presente osservazione si richiede formalmente agli enti competenti di procedere con le verifiche, l’aggiornamento cartografico e le azioni necessarie a garantire la conservazione dell’area boscata.
Firma
[Nome / Associazione]
[Contatti – PEC]
Riflessioni:
La Convenzione di Aarhus può essere un elemento molto utile per dare forza giuridica all’azione dei cittadini, ma serve sapere come usarla concretamente, e che non basta “citare Aarhus” per avere automaticamente una vittoria. Quali sono i limiti e come può essere usata nel caso del bosco a Monza.
Cosa è la Convenzione di Aarhus
È un trattato internazional-supranazionale sulla tutela dell’ambiente cui l’Italia ha aderito con la Legge n. 108 del 16 marzo 2001. Wikipedia
I suoi tre pilastri sono:
1. accesso alle informazioni ambientali;
2. partecipazione del pubblico ai processi decisionali in ambito ambientale;
3. accesso alla giustizia in materia ambientale. Trattati ONU+2bmluk.gv.at+2
In particolare l’articolo 9 disciplina l’accesso alla giustizia: che il pubblico possa impugnare atti od omissioni che violano il diritto ambientale. DPC Online+2Costituzionalismo.it+2
In cosa può dare forza giuridica al tuo caso
Fondamento per chiedere tutela legale
Se il Comune/Regione approva una variante urbanistica che prevede il taglio bosco senza valutare correttamente la componente ambientale, la Convenzione di Aarhus può essere usata come base per contestare la legittimità dell’atto (ad esempio per violazione dell’obbligo di partecipazione, informazione, VAS, trasparenza).
Obbligo di procedure trasparenti e partecipative
Aarhus impone che il pubblico sia informato e possa partecipare in anticipo e in modo significativo al processo decisionale. Se mancano queste fasi, un ricorso può sostenere che la deliberazione è viziata da omissione procedurale.
Accesso al giudice/ricorso
Se la normativa nazionale non prevede o rende difficoltoso l’accesso al giudice per cittadini od associazioni, Aarhus obbliga che ci siano strumenti adeguati per il riesame giurisdizionale/ amministrativo. Ciò può significare: diritto di fare ricorso, diritto a ottenere motivazioni, diritto che il ricorso non sia reso inutilmente costoso.
Pressione internazionale / vincolo di conformità
Il fatto che l’Italia è parte può essere utile: se le autorità locali/regionali ignorano i doveri derivanti da Aarhus, può essere segnalato al Comitato di Conformità della Convenzione, o usare casi giuridici già esistenti che interpretano Aarhus per rafforzare la posizione.
Limiti e ostacoli
Aarhus non è uno strumento che di per sé ordina al giudice di annullare un atto; bisogna mostrare che le condizioni previste dalla Convenzione (o dalla normativa europea/nazionale che la recepisce) sono violate.
In Italia, uno dei problemi frequentemente evidenziati è la legittimazione delle associazioni non registrate e l’interpretazione dei giudici amministrativi su chi può ricorrere. saccuccipartners.com+1
Anche il costo e la durata dei procedimenti possono essere ostacoli reali: se il ricorso diventa troppo oneroso o incerto prima ancora di iniziare, ciò può limitare l’efficacia pratica di Aarhus. Air Unimi+1
Quale “peso giuridico” concreto ha
Nel caso specifico (taglio del bosco di Monza): usare Aarhus può aiutare a:
far valere il diritto di accesso agli atti e alle informazioni relative alla perimetrazione, al piano urbanistico, alle valutazioni ambientali, ai dati forestali;
ottenere la nullità o l’annullamento della variante / del provvedimento se mancano le condizioni procedurali richieste (per esempio: VAS, partecipazione, trasparenza);
far riconoscere il carattere di “interesse legittimo” o “interesse diffuso” per i cittadini o le associazioni, al fine di ottenere la legittimazione giuridica (standing);
in alcuni casi, costringere l’amministrazione a sospendere gli atti fino a che la procedura non sia conforme alle norme;