
NOI NON DIMENTICHIAMO
Associazione Culturale Cittadini Attivi in Movimento (ACAiM)
Dossier – “Sacco di Palermo”: nomi e responsabilità (1957–inizio anni ’80)
1) Chi “permise” le demolizioni simbolo (es. Villa Deliella, 28 novembre 1959)
Comune di Palermo (Giunta Lima):
Sindaco: Salvo Lima (DC).
Assessore ai Lavori Pubblici: Vito Ciancimino.
Atto: il permesso di demolizione fu rilasciato “in fretta e furia” lo stesso giorno (28/11/1959), con approvazione-lampo del Consiglio per evitare l’apposizione del vincolo. www.ilgiornaledellarte.comWikipedia
Nota: l’ultimo proprietario Franco Lanza di Scalea presentò i piani; il Consiglio li approvò in giornata e i lavori iniziarono subito. Wikipedia
Altri “colpi” coevi al patrimonio liberty:
Villino Florio (incendio 1962, danni gravissimi agli interni). Il contesto è quello della stessa stagione speculativa. Wikipedia
2) Soprintendenza ai Monumenti (chi la guidava durante il “sacco”)
Soprintendenza ai Monumenti per la Sicilia Occidentale (sede Palermo):
Mario Guiotto – Soprintendente 1942–1949. Academia
Armando Dillon – Soprintendente 1949–1955. FedoaAcademia
Giuseppe Giaccone – Soprintendente dal 1º ottobre 1955 fino al 1968 (alcune fonti estendono al 1971): è lui in carica ai tempi della demolizione di Villa Deliella (1959). Iris UNIPA+1Fedoa
La fonte scientifica Prescia (Univ. Palermo) dà 1955–1968; un’altra tesi (Scaturro) indica 1956–1971: segnalo l’intervallo 1968–71 come punto da verificare negli atti interni della Soprintendenza. Iris UNIPAFedoa
3) Ufficio Tecnico comunale / Redazione PRG (1960–1962)
Coordinamento tecnico comunale
Vincenzo Nicoletti – Direttore dell’Ufficio Tecnico del Comune di Palermo; coordinatore della redazione del PRG. Più fonti (accademiche e parlamentari) confermano il suo ruolo di vertice. WikipediaCamera dei DeputatiCamera dei DeputatiFlore Unifi
Gruppo tecnico accademico-professionale incaricato nel 1956 e poi rifinito nel 1959–60:
Edoardo Caracciolo (architetto/urbanista, Univ. Palermo)
Pippo (Giuseppe) Caronia
Luigi Epifanio
Giuseppe Spatrisano
Pietro Villa
Vittorio Ziino
(coordinati da Nicoletti). Wikipedia
Adozione/approvazione del PRG
Adozione in Consiglio Comunale 1960;
Approvazione regionale 1962 (decreto presidenziale). Wikipedia
4) Università di Palermo: chi c’era e cosa fece
La Facoltà di Architettura (fondata 1944) ebbe un ruolo centrale nei dibattiti e negli studi urbanistici del dopoguerra. Iris UNIPA
“Scuola” di Edoardo Caracciolo: guida culturale e tecnica (con contributi anche severi verso i centri storici nei primi anni ’50; poi posizioni più mature). Nel 1954 Caracciolo presentò proposte per la Kalsa; il gruppo Caracciolo è citato tra i protagonisti dei piani e dei convegni successivi. Iris UNIPA
Docenti/figure chiave: Edoardo Caracciolo, Giuseppe Spatrisano, (Pippo) Caronia, Luigi Epifanio, Roberto Calandra (restauro). Le carte APFA e i saggi universitari ricostruiscono questi profili. Iris UNIPA
4.1) Facoltà di Ingegneria e Architettura di Palermo (1956–1980) e il Sacco della città
Quadro sintetico dei principali rettori, presidi e docenti delle Facoltà di Ingegneria e Architettura a Palermo nel periodo 1956–1980, con il loro atteggiamento rispetto al sacco edilizio.
| Docenti / Presidi / Rettori | Atteggiamento verso il sacco |
| Rettori Università (Pisani, Maggiore, Corleo, Jemolo, anni '50-'70) | Nessuna presa di posizione netta. L’istituzione universitaria rimase silente e non si oppose pubblicamente. |
| Edoardo Caracciolo (Urbanistica) | Critico: propose una pianificazione organica e sociale, ma fu marginalizzato. Figura isolata. |
| Docenti area tecnica (costruzioni, idraulica, architettura tecnica) | Per lo più silenti o complici: alcuni firmarono consulenze per imprese private, conferendo legittimità tecnica ai progetti speculativi. |
| Presidi di Ingegneria (anni ’60–’70) | Non risultano denunce o resistenze collettive. Linea prevalente: silenzio o adeguamento al contesto politico. |
| Giuseppe Samonà (Preside IUAV, consulente esterno) | Critico: proponente del Piano Programma per Palermo negli anni ’70. Progetto innovativo ignorato dalla politica. |
| Giovanni Astengo (urbanista esterno, Torino) | Critico: sottolineò la necessità di salvare il centro storico. Poco ascoltato a Palermo. |
| Presidi Architettura Palermo (anni ’60–’70) | In posizione debole rispetto a Ingegneria. Poche voci critiche, istituzionalmente marginali. |
| Giovani urbanisti e ricercatori (anni ’70) | Alcuni denunciarono gli effetti distruttivi della speculazione, ma senza impatto politico concreto. |
5) Opposizioni politiche e sindacati
PCI in Consiglio comunale:
Pio La Torre è consigliere comunale (1952–1960), attivissimo contro la speculazione; poi guida l’opposizione a livello regionale/nazionale. archiviopiolatorre.camera.it
Rapporti/denunce dell’opposizione: nel 1963–64 esponenti della sinistra (PCI) come Giorgio Vestri e il senatore Spezzano redigono un rapporto su Palermo per la Commissione Antimafia; L’Ora documenta anche le crisi nel PSI palermitano del 1964 sull’appoggio alla DC. Flore Unifi
CGIL (sindacato): Pio La Torre è segretario regionale CGIL nel 1959, poi segretario regionale PCI (1962–1967); ruolo chiave nelle mobilitazioni e nelle denunce pubbliche. archiviopiolatorre.camera.itMinistero dell'InternoQuestione Giustizia
6) Lettura causa-effetto (sintesi operativa)
Regia politica: Lima (sindaco) + Ciancimino (LL.PP.) = approvazioni di massa (licenze, varianti ad personam), demolizioni e corsa al suolo (1958–63). Wikipedia
Macchina tecnica: Ufficio Tecnico (Nicoletti) + gruppo accademico (Caracciolo & co.) = PRG 1960/62 che legittima l’espansione e lascia scoperti centro storico e Conca d’Oro. Wikipedia
Tutela: Soprintendenza (Giaccone in carica nel 1959) non riesce/ non riesce in tempo a opporsi alla demolizione-flash (Deliella), favorita da atti “mordi e fuggi” del Comune. Iris UNIPAWikipedia
Contropoteri: opposizione PCI e CGIL (con La Torre) denunciano, ma non hanno la forza istituzionale per fermare la macchina fino alla svolta di metà anni ’80. archiviopiolatorre.camera.it+1
7) Piste per completare nomi puntuali
Verbali del Consiglio comunale (1958–63: delibere su licenze, varianti, demolizioni).
Decreti Soprintendenza (vincoli, pareri; anni 1955–1962, firma G. Giaccone). Regione Sicilia
Atti dell’Ufficio Tecnico (relazioni V. Nicoletti, tavole del PRG portate in Sala delle Lapidi). Flore Unifi
Archivio Pio La Torre (interventi in aula, dossier Antimafia). archiviopiolatorre.camera.it
Conclusione
Incrociando cariche → atti → effetti, i responsabili storici del “crimine contro la città” emergono come sistema:
Giunte DC (Lima, Ciancimino) che deliberano e firmano;
Ufficio Tecnico e PRG che abilitano l’espansione;
Soprintendenza che non riesce a bloccare atti fulminei;
Opposizioni e sindacati che denunciano ma non hanno potere di veto fino agli anni ’80. Wikipedia+1
CHI C’ERA
Sindaci di Palermo (1957–1980)
Dal sito del Comune di Palermo:
-Luciano Maugeri – sindaco dal 18 giugno 1956 al 23 maggio 1958 iris.unipa.it+15Wikipedia+15Wikipedia+15
-Salvo Lima – sindaco dal 9 giugno 1958 al 23 gennaio 1963 Wikipedia+3Wikipedia+3Wikipedia+3
-Francesco Saverio Diliberto – sindaco dal 24 gennaio 1963 al 30 giugno 1964 dait.interno.gov.it+5Sito istituzionale del Comune di Palermo+5w3.ars.sicilia.it+5
-Paolo Bevilacqua – sindaco dal 1 luglio 1964 al 27 gennaio 1965 Sito istituzionale del Comune di Palermo+1
-Salvo Lima (secondo mandato) – sindaco dal 27 gennaio 1965 al 9 luglio 1968 editorialedomani.it+15Sito istituzionale del Comune di Palermo+15Wikipedia+15
-Paolo Bevilacqua (secondo mandato) – sindaco dal 10 luglio 1966 (probabilmente un refuso sulla sovrapposizione) Sito istituzionale del Comune di PalermoWikipedia
-Francesco Spagnolo – sindaco dal 24 ottobre 1968 al 25 novembre 1970 Sito istituzionale del Comune di Palermo
-Vito Ciancimino – sindaco dal 25 novembre 1970 al 27 aprile 1971 Wikipedia+6Sito istituzionale del Comune di Palermo+6Wikipedia+6
-Giacomo Marchello – sindaco dal 27 aprile 1971 al 9 gennaio 1976 Wikipedia+15Sito istituzionale del Comune di Palermo+15Wikipedia+15
-Carmelo Scoma – sindaco dal 9 gennaio 1976 al 28 ottobre 1978 Sito istituzionale del Comune di Palermo
-Giovanni Lapi – sindaco dal 28 ottobre 1978 al 13 novembre 1978 Sito istituzionale del Comune di Palermo
-Salvatore Mantione – sindaco dal 13 novembre 1978 al 23 luglio 1980 Sito istituzionale del Comune di Palermo+1
Assessori ai Lavori Pubblici / Edilizia / Urbanistica
Salvo Lima — prima vicesindaco e assessore ai lavori pubblici durante la giunta Maugeri (1956–1958), poi divenuto sindaco Wikipedia+4Wikipedia+4Wikipedia+4
Vito Ciancimino — assessore ai lavori pubblici nella giunta di Salvo Lima (dal 1958 al 1963) Wikipedia+5Wikipedia+5Wikipedia+5
Riepilogo Cronologico
| Ruolo | Nome | Periodo |
|---|---|---|
| Sindaco | Luciano Maugeri | 1956–1958 |
| Sindaco | Salvo Lima | 1958–1963 |
| Sindaco | Francesco Saverio Diliberto | 1963–1964 |
| Sindaco | Paolo Bevilacqua | 1964–1965, e di nuovo 1966–1968 |
| Sindaco | Francesco Spagnolo | 1968–1970 |
| Sindaco | Vito Ciancimino | 1970–1971 |
| Sindaco | Giacomo Marchello | 1971–1976 |
| Sindaco | Carmelo Scoma | 1976–1978 |
| Sindaco | Giovanni Lapi | 1978 (ottobre–novembre) |
| Sindaco | Salvatore Mantione | 1978–1980 |
| Assessore | Salvo Lima | 1956–1958 |
| Assessore | Vito Ciancimino | 1958–1963 |
Se guardiamo al Sacco di Palermo non come a un fenomeno urbanistico ma come a un crimine contro la città, allora l’analisi deve intrecciare cariche politiche → decisioni prese → effetti devastanti.
1. Causa politica (chi aveva il potere)
Sindaci e assessori: Lima e Ciancimino sono i nomi più noti, ma non furono soli. Ogni sindaco e assessore firmava concessioni edilizie, piani regolatori stravolti, deroghe.
Partiti: soprattutto la DC palermitana, con alleanze trasversali. Il sistema delle correnti faceva sì che un assessore come Ciancimino fosse intoccabile.
Stato centrale: spesso assente o connivente, non fermò la speculazione pur conoscendone i contorni (denunce giornalistiche, interrogazioni parlamentari).
2. Effetto urbanistico e sociale
Distruzione del patrimonio: ville liberty, giardini, borgate rurali.
Conca d’Oro cementificata: il paesaggio agricolo che circondava Palermo divenne periferia degradata.
Quartieri popolari: sventramenti senza ricostruzione (es. Albergheria, Capo), famiglie deportate in case popolari isolate.
Speculazione edilizia: palazzi costruiti con materiali scadenti, senza servizi, senza spazi pubblici.
3. Corrispondenza causa-effetto
Maugeri (1956–1958): nomina Salvo Lima assessore ai lavori pubblici → avvio massiccio delle concessioni edilizie.
Lima sindaco (1958–1963): con Ciancimino assessore → il grosso delle licenze viene concesso (oltre 4000 in pochi anni).
Anni ‘60–‘70 (Bevilacqua, Spagnolo, Marchello, Scoma, Mantione): nessuno ferma la macchina, anzi si consolidano reti politico-mafiose.
Dagli anni ‘80 (Martellucci, Insalaco, Orlando): emergono le fratture. Insalaco denuncia pubblicamente la corruzione, poco dopo viene assassinato. Con Orlando si tenta una svolta (Primavera di Palermo).
4. Responsabilità storiche
Non solo chi firmava (Lima, Ciancimino, ecc.), ma anche chi non fermò lo scempio pur avendo il potere di farlo.
La responsabilità è collettiva e politica: sindaci, assessori, consiglieri comunali, dirigenti dell’ufficio tecnico.
La mafia fu l’alleato economico, ma senza la politica non avrebbe potuto distruggere Palermo.
Se incrociamo i dati cariche politiche + concessioni edilizie + effetti urbanistici, i veri responsabili emergono nitidi: non solo esecutori tecnici o mafiosi, ma la classe dirigente cittadina che usò il potere come arma di distruzione.
- tabella sinottica con:
sindaco/assessore → decisioni → quartieri colpiti/eccessi → conseguenze sociali? Sarebbe un dossier chiaro, utile anche come base per un capitolo di ricerca o per una conferenza.
- tabella sinottica (causa → effetto) che incrocia cariche politiche, decisioni urbanistiche e conseguenze concrete.
Sacco di Palermo – Tabella cause ed effetti (1956–1985)
| Periodo | Sindaco / Assessore | Decisioni politiche ed edilizie | Quartieri / Aree colpite | Effetti sociali e culturali |
|---|---|---|---|---|
| 1956–1958 | Luciano Maugeri (sindaco) Salvo Lima (ass. lavori pubblici) | Prime licenze edilizie a raffica. Creazione del “modello Lima”: concessioni senza piano regolatore. | Inizio espansione verso Conca d’Oro | Apertura strada alla speculazione: legalizzazione del caos edilizio. |
| 1958–1963 | Salvo Lima (sindaco) Vito Ciancimino (ass. lavori pubblici) | Oltre 4000 licenze concesse. Abusi edilizi sistematici. Sventramenti senza ricostruzione. | Borgo Vecchio, Kalsa, Albergheria, Conca d’Oro | Distruzione ville liberty (es. Villa Deliella, 1959). Trasformazione campagne in palazzi anonimi. Deportazioni popolari. |
| 1963–1964 | Francesco Saverio Diliberto (sindaco) | Nessun blocco alle concessioni. | Centro storico | Continuazione demolizioni. Nessun recupero dei quartieri antichi. |
| 1964–1968 | Paolo Bevilacqua (sindaco) | Consolidamento del sistema. | Piana dei Colli, Mondello, Partanna | Aree agricole e di villeggiatura devastate dal cemento. |
| 1968–1970 | Francesco Spagnolo (sindaco) | Appalti edilizi incontrollati. | Zone periferiche in espansione | Aumento palazzi senza servizi (strade, scuole, fogne). |
| 1970–1971 | Vito Ciancimino (sindaco) | Continuazione diretta delle pratiche speculative. | Conca d’Oro, Borgate rurali | Cementificazione selvaggia con appoggio diretto politico-mafioso. |
| 1971–1976 | Giacomo Marchello (sindaco) | Gestione “di continuità”. | Villagrazia, Bonagia | Nuove periferie senza qualità urbana. |
| 1976–1978 | Carmelo Scoma (sindaco) | Nessuna politica di recupero. | Centro storico ancora in abbandono | Aumento degrado sociale, crescita edilizia abusiva. |
| 1978–1980 | Salvatore Mantione (sindaco) | Mancata inversione di rotta. | Borgate, periferia sud | Continuazione del modello speculativo. |
| 1980–1983 | Nello Martellucci (sindaco) | Primi segnali di frattura politica, ma senza vera discontinuità. | Vari quartieri | Persistenza delle logiche clientelari. |
| 1983–1984 | Elda Pucci (sindaca) | Primo tentativo di politica urbanistica diversa. | – | Resa politica: mandato brevissimo, pressioni interne la fanno cadere. |
| 1984 | Giuseppe Insalaco (sindaco) | Denuncia corruzione nel Comune. | – | Assassinato nel 1988 per le sue accuse. |
| 1985–1990 | Leoluca Orlando (sindaco) | “Primavera di Palermo”: rottura con sistema Lima-Ciancimino. | Tutta la città | Inizio di una nuova fase: urbanistica come bene comune. |
- Sintesi
La “firma” materiale dello scempio sta negli anni Lima-Ciancimino (1958–1963) → concessioni massicce.
I sindaci successivi non fermarono il meccanismo, quindi hanno corresponsabilità per omissione.
Solo con Insalaco e soprattutto con Orlando si tenta un’inversione.
Luciano Maugeri
Nato: 1894 a Palermo
Morto: 1964
Professione: avvocato, esponente della Democrazia Cristiana
Sindaco di Palermo: dal 18 giugno 1956 al 23 maggio 1958
- Il suo ruolo
Viene eletto sindaco con la DC nel 1956, in una fase di transizione.
Durante la sua giunta, come assessore ai lavori pubblici, nomina Salvo Lima (giovane emergente della corrente di Amintore Fanfani e poi di Giulio Andreotti).
Maugeri non passò alla storia per iniziative eclatanti, ma il suo mandato fu il vero spartiacque:
è sotto di lui che Lima comincia a gestire il settore edilizio;
vengono poste le basi di quel sistema di licenze edilizie facili che diventerà il Sacco di Palermo.
Nel 1958 lascia la carica, e Lima gli succede direttamente come sindaco, portando avanti con Ciancimino il processo di speculazione urbanistica.
- Perché è importante ricordarlo
Maugeri non è noto quanto Lima e Ciancimino, ma fu l’anello di congiunzione:
diede spazio politico a Lima;
non fermò i primi segnali di speculazione edilizia;
inaugurò la stagione delle giunte DC fortemente condizionate dalle correnti interne e dalle pressioni degli imprenditori edilizi.
Raccolta di schede biografiche sintetiche ma complete di tutti i sindaci di Palermo dal 1956 al 1990, cioè dal “via” del Sacco fino alla svolta della “Primavera di Palermo”.
Sindaci di Palermo (1956–1990) – Schede biografiche
-Luciano Maugeri (1956–1958)
Nel secondo dopoguerra, quando ministro dei Trasporti era Bernardo Mattarella, ebbe la nomina a capo dipartimento della Sicilia per le Ferrovie dello Stato e si trasferì a Palermo. A digiuno di politica, nel 1956, dopo i risultati delle elezioni amministrative, Maugeri divenne sindaco dello stesso capoluogo di regione.
Professione: avvocato, esponente della Democrazia Cristiana.
Sindaco: 18 giugno 1956 – 23 maggio 1958.
Ruolo storico: inaugura la stagione democristiana; nomina Salvo Lima assessore ai lavori pubblici. Durante il suo mandato iniziano le prime concessioni edilizie facili, che aprono la strada al “sacco”.
Nota: è il sindaco che, pur non restando famoso, ha avviato il meccanismo con scelte politiche permissive.
-Salvo Lima (1958–1963, 1965–1968)
Considerata la sua longevità politica, il primo obiettivo è consistito nell’approfondimento della sua ascesa, ricomponendo le trame che lo portarono prima a farsi eleggere in Consiglio comunale, poi a divenire sindaco di Palermo. Durante la sua sindacatura (1958-1965) il comune versò nella più completa illegalità e, nel campo dell'espansione edilizia, la mafia poté così realizzare il cosiddetto “sacco” della città. Sebbene l’Antimafia avesse poi raccolto numerosi elementi sui suoi legami e le amicizie mafiose, la protezione politica accordatagli da Andreotti, dal 1968, lo avrebbe messo al riparo dalla tempesta giudiziaria. Lima divenne così sottosegretario di tre governi (1972-1976) e, infine, europarlamentare (1979-1992).
Professione: avvocato, uomo politico di spicco della DC, legato alla corrente andreottiana.
Sindaco: 9 giugno 1958 – 23 gennaio 1963; di nuovo dal 27 gennaio 1965 al 9 luglio 1968.
Ruolo storico: è il volto simbolo del “Sacco di Palermo”. Con Vito Ciancimino assessore, concede migliaia di licenze edilizie che devastano la Conca d’Oro e il patrimonio liberty.
Nota: accusato di collusioni con la mafia, sarà assassinato nel 1992.
Francesco Saverio Diliberto (1963–1964)
Profilo di Francesco Saverio Diliberto
Periodo in carica
Sindaco di Palermo dal 24 gennaio 1963 al 30 giugno 1964, eletto dalla Democrazia Cristiana Wikipedia+14Wikipedia+14iris.uniroma1.it+14.
Contesto politico e relazioni
Subentrò a Salvatore Lima, figura chiave della DC locale, e fu a sua volta sostituito da Paolo Bevilacqua Treccani+4Wikipedia+4Wikipedia+4.
Il suo mandato si svolse durante la cosiddetta “prima guerra di mafia”, un periodo caratterizzato da violenze tra clan mafiosi e crescente attenzione alle influenze criminali in ambito politico Treccani.
Governance e alleanze
Secondo una fonte francese, Il sindaco era un medico ed era stato eletto nel 1946 nel consiglio comunale con il Fronte dell’Uomo Qualunque. In seguito fu costantemente rieletto con la Democrazia Cristiana, ricoprendo ruoli come vice-sindaco e assessore ai lavori pubblici sotto Lima Wikipedia.
Viene descritto come vicino alla figura di Lima con l’obiettivo dichiarato di aprire la governance municipale al Partito Socialista. Tuttavia, a causa del rifiuto di Vito Ciancimino — potente assessore ai lavori pubblici — di cedere il proprio incarico, i socialisti rifiutarono di partecipare, portando alla formazione di un’amministrazione minoritaria DC‑PSDI, sostenuta da alcuni “franchi tiratori” Wikipedia+2Wikipedia+2.
Alcuni membri chiave della giunta rimasero in carica, tra cui Ciancimino, Trapani, Cerami e Brandaleone, e l’imprenditore Ernesto Di Fresco, vicino a Francesco Paolo Bontate, assunse il ruolo di assessore Wikipedia.
Crisi e fine del mandato
L'amministrazione Diliberto fu accusata di cattiva gestione, un’accusa che, in un contesto da “Sacco di Palermo” e intensi fenomeni di corruzione e speculazione edilizia, condusse alle sue dimissioni per permettere un rinnovamento della leadership DC, guidato da Bevilacqua Wikipedia.
Professione: avvocato, esponente DC.
Sindaco: 24 gennaio 1963 – 30 giugno 1964.
Ruolo storico: mandato breve, continuità con la gestione Lima, non interviene per fermare la speculazione.
Nota: figura di transizione, poco ricordata.
-Paolo Bevilacqua (1964–1965, 1966–1968)
Nato nel comune di Pietraperzia nel 1923, si trasferì a Palermo per motivi di studio, laureandosi in medicina, nel 1950, presso l'università cittadina.[1][2] Nel capoluogo siciliano, Bevilacqua svolse le professioni di medico chirurgo internista e di docente di ruolo di educazione fisica.[3]
Entrò in politica nelle file della Democrazia Cristiana, in cui fece parte della corrente che faceva riferimento a Giulio Andreotti e Salvo Lima, di cui era un fedelissimo.[1] Il suo primo incarico politico fu quello di assessore del Turismo nel 1956, nella giunta comunale guidata dal sindaco di Palermo Luciano Maugeri, appena eletto alle elezioni amministrative.[4] Nel 1961-1962, fu assessore comunale all'Annona e, nel 1963, assessore ai Tributi, in questi ultimi due casi quando il primo cittadino era però Salvo Lima.[4]
Nel luglio 1964, Bevilacqua fu eletto sindaco di Palermo e mise in piedi la prima giunta di centro-sinistra nella città assieme al Partito Socialista Italiano.[1][4] Mantenne la carica di primo cittadino del capoluogo isolano fino al gennaio 1965, ricoprendola nuovamente dal 1966 al 1968.[4] Nella seconda metà degli anni settanta, fu senatore nella VII e nell'VIII legislatura.[4]
Professione: avvocato, DC.
Sindaco: 1 luglio 1964 – 27 gennaio 1965 e 10 luglio 1966 – 24 ottobre 1968.
Ruolo storico: prosegue sulla linea di Lima, rafforzando il legame tra politica e imprenditoria edilizia.
Nota: i suoi mandati coincidono con l’espansione disordinata verso Mondello e la Piana dei Colli.
-Francesco Spagnolo (1968–1970)
Franco Spagnolo era un politico italiano con laurea in scienze economiche.
È stato eletto nel consiglio comunale di Palermo nel 1958 con il Partito Nazional Monarchico, poi si avvicinò alla Democrazia Cristiana nel 1964 Wikipédia.
Divenne sindaco di Palermo nel maggio 1969, succedendo a Paolo Bevilacqua, grazie all’appoggio di influenti figure democristiane it.wikipedia.org+6Wikipédia+6it.wikipedia.org+6.
Dopo eventi difficili, incluso il periodo post-strage della viale Lazio (1969), affrontò pressioni politiche e mediatiche, e si dimise nel luglio 1970, cedendo il posto a Vito Ciancimino Wikipédia.
Continuò come deputato regionale (ARS) dal 1975, ma poi si ritirò dalla scena politica. Morì nel 1991 a quasi 90 anni comune.salerno.it+9Wikipédia+9it.wikipedia.org+9.
Professione: avvocato, DC.
Sindaco: 24 ottobre 1968 – 25 novembre 1970.
Ruolo storico: anni di consolidamento della speculazione edilizia; quartieri popolari abbandonati, periferie crescono senza servizi.
-Vito Ciancimino (1970–1971)
Professione: Geometra detto “ingegnere”, uomo DC, vicino a Lima e Andreotti.
Sindaco: 25 novembre 1970 – 27 aprile 1971.
Ruolo storico: già assessore ai lavori pubblici, è il principale artefice tecnico del Sacco di Palermo. Come sindaco, continua la politica di concessioni indiscriminate.
Nota: condannato in seguito per associazione mafiosa.
Vito Ciancimino: ingegnere per la politica, geometra nella realtà
Nella memoria collettiva e in molte cronache giornalistiche Vito Ciancimino viene indicato come 'ingegnere'. Questa definizione, tuttavia, non corrisponde alla realtà dei fatti.
Ciancimino, nato a Corleone nel 1924, ottenne il diploma di geometra. Si iscrisse poi alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo, ma non completò mai il corso di laurea. In seguito tentò anche il percorso in Giurisprudenza, senza conseguirne il titolo.
Di fatto, non fu mai laureato né ingegnere, ma rimase geometra. Eppure, durante la sua carriera politica e amministrativa, si presentò come 'ingegnere' e fu comunemente indicato come tale sui giornali, nelle cronache e persino nei documenti politici.
Le ragioni di questa falsa attribuzione sono molteplici:
1) l’autopromozione di Ciancimino in un contesto in cui il titolo dava prestigio sociale;
2) la convenienza politica, poiché un assessore ai Lavori Pubblici 'ingegnere' appariva più autorevole;
3) la mancanza di controlli e verifiche ufficiali da parte delle istituzioni.
L’uso improprio del titolo rafforzò la sua immagine pubblica e consolidò il suo ruolo di amministratore competente, nonostante le sue scelte abbiano contribuito alla devastazione urbanistica di Palermo durante il cosiddetto 'sacco'.
Oggi, alla luce delle fonti storiche e giudiziarie, è corretto precisare che Vito Ciancimino non fu mai ingegnere, ma rimase un geometra che costruì la propria carriera sulla protezione politica e sull’uso strumentale di un titolo che non gli spettava.
Nota di rilievo: a introdurre il Geometra Vito Ciancimino, detto l’ingegnere, nella politica e negli affari palermitani fu Calogero Mattarella, padre costituente e influente uomo politico e di governo in quel periodo.
-Giacomo Marchello (1971–1976)
Professione: avvocato, DC.
Sindaco: 27 aprile 1971 – 9 gennaio 1976.
Ruolo storico: mandato lungo ma senza discontinuità. La città resta ostaggio di logiche clientelari. Nuovi quartieri periferici sorgono senza piani urbanistici adeguati.
Carmelo Scoma (1976–1978)
Professione: avvocato, DC.
Sindaco: 9 gennaio 1976 – 28 ottobre 1978.
Ruolo storico: continuità amministrativa, nessuna politica di recupero del centro storico. Anni di crescente degrado e abbandono delle borgate.
-Giovanni Lapi (1978)
Professione: avvocato, DC.
Sindaco: 28 ottobre – 13 novembre 1978 (poco più di due settimane).
Ruolo storico: brevissimo mandato, senza atti significativi.
-Salvatore Mantione (1978–1980)
Professione: avvocato, DC.
Sindaco: 13 novembre 1978 – 23 luglio 1980.
Ruolo storico: mantiene la linea tradizionale, nessun cambio sul fronte urbanistico.
Nello Martellucci (1980–1983, 1984)
Professione: avvocato, DC.
Sindaco: 23 luglio 1980 – 19 aprile 1983; di nuovo dal 2 ottobre – 11 dicembre 1984.
Ruolo storico: gestioni deboli, in continuità con le correnti DC.
-Elda Pucci (1983–1984)
Professione: medico, prima donna sindaco di Palermo.
Sindaco: 19 aprile 1983 – 13 aprile 1984.
Ruolo storico: tenta di introdurre discontinuità politica e di recupero urbanistico, ma viene sfiduciata dopo un anno per contrasti interni.
-Giuseppe Insalaco (1984)
Professione: avvocato, DC.
Sindaco: 17 aprile – 13 luglio 1984.
Ruolo storico: denuncia pubblicamente la corruzione e il malaffare negli appalti comunali.
Nota: assassinato dalla mafia nel 1988.
-Stefano Camilleri (1984)
Professione: geologo e docente universitario.
Sindaco: 8 agosto – 2 ottobre 1984.
Ruolo storico: mandato tecnico brevissimo, di transizione, senza impatto politico-urbanistico.
-Leoluca Orlando (1985–1990)
Professione: giurista, esponente della DC di sinistra.
Sindaco: 16 luglio 1985 – 12 marzo 1990 (primo mandato).
Ruolo storico: simbolo della “Primavera di Palermo”, rompe con il sistema Lima-Ciancimino. Avvia una stagione di trasparenza, attenzione al centro storico e alla legalità.
FONTI:
Fonti principali
Urbanistica e docenti critici
S. M. Inzerillo, Urbanistica e società negli ultimi duecento anni a Palermo, 2 voll., ristampa 2010 – Contiene riferimenti a Edoardo Caracciolo, ai suoi corsi e ai suoi interventi critici contro la speculazione edilizia.
N.G. Leone (a cura di), Edoardo Caracciolo. Urbanistica, architettura, storia, FrancoAngeli, 2014 – Monografia su Caracciolo, con documenti e scritti che testimoniano la sua posizione minoritaria e critica.
C. Ajroldi (a cura di), La ricerca sui centri storici. Giuseppe Samonà e il Piano Programma per Palermo, Aracne, 2014 – Raccolta di studi e documenti sul Piano Programma coordinato da Samonà, che rimase inattuato.
G. Piccarolo, Un conto ancora aperto. Samonà, De Carlo e il Piano Programma per Palermo, Politecnico di Milano, 2020 – Analisi storica e critica del ruolo degli urbanisti esterni (Samonà, Astengo).
Silenzio accademico e complicità
V. Nisticò, Accadeva in Sicilia. Gli anni ruggenti dell’«Ora» di Palermo, Sellerio, 2001 – Racconta come gran parte del mondo accademico palermitano rimase silente, mentre pochi urbanisti esterni criticavano apertamente.
M. Pantaleone, Mafia e politica, Einaudi, 1962 – Descrive il sistema clientelare e l’intreccio con i professionisti, compresi tecnici e consulenti universitari.
Commissione parlamentare antimafia, Relazioni anni ’60–’70 – Alcuni passaggi sottolineano il ruolo delle competenze tecniche utilizzate per dare copertura “scientifica” a scelte speculative.
Facoltà di Architettura e giovani urbanisti
C. De Seta – L. Di Mauro, Palermo (Laterza, “Le città nella storia d’Italia”), 1980 – Fotografa lo stato del centro storico negli anni del sacco, con riferimenti alla mancanza di un piano accademico unitario.
Atti del Piano Programma per il Centro Storico di Palermo (anni ’70) – Documenti redatti da Samonà e dai suoi collaboratori (consultabili presso Archivio Storico Comunale e IUAV Venezia).
- Sintesi dalle fonti
Caracciolo: critico, ma isolato → confermato in Leone (2014) e Inzerillo (2010).
Samonà e Astengo: critici esterni → Ajroldi (2014), Piccarolo (2020).
Rettori e corpo docente tecnico: silenzio/complicità → testimoniato da Nisticò (2001), Pantaleone (1962), relazioni Antimafia.
Giovani urbanisti: presenti nel Piano Programma, ma ignorati dalla politica.
Dalla redazione di Associazione Culturale Cittadini Attivi in Movimento (ACAiM) -Sesto San Giovanni (Milano) – Agosto 2025
