Il Governo di Tutti e la Costituzione
L’idea del Governo di Tutti non nasce in opposizione alla Costituzione italiana. Al contrario, trova proprio nella Costituzione uno dei suoi fondamenti più solidi.
La Costituzione della Repubblica Italiana afferma un principio chiaro e potente già nel suo primo articolo:
La sovranità appartiene al popolo.
Questo principio non è soltanto una dichiarazione simbolica. Esso afferma che il potere politico trae la sua legittimità dai cittadini e che la democrazia esiste per garantire la partecipazione del popolo alla vita pubblica.
Nel corso del tempo, la democrazia rappresentativa ha rappresentato il principale strumento attraverso cui questo principio si è tradotto nella pratica istituzionale. Tuttavia, la crescente distanza tra cittadini e istituzioni ha reso evidente la necessità di rafforzare i meccanismi di partecipazione.
In questo contesto il Governo di Tutti propone di sviluppare una democrazia più partecipata, capace di integrare la rappresentanza con forme più ampie di coinvolgimento dei cittadini.
Un altro principio costituzionale rafforza questa prospettiva. L’articolo 118 della Costituzione introduce il principio di sussidiarietà, affermando che lo Stato, le Regioni e gli enti locali devono favorire l’iniziativa autonoma dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale.
Questo principio riconosce che i cittadini non sono soltanto destinatari delle decisioni pubbliche, ma possono diventare protagonisti attivi nella costruzione del bene comune.
Il Governo di Tutti si colloca esattamente in questa prospettiva: una democrazia in cui istituzioni e cittadini collaborano nella gestione della cosa pubblica, rafforzando la partecipazione, la responsabilità e la trasparenza.
Non si tratta di negare il ruolo delle istituzioni rappresentative, ma di arricchirle attraverso una partecipazione più ampia e consapevole dei cittadini.
In questo senso il Governo di Tutti può essere visto come uno sviluppo coerente dei principi costituzionali: una democrazia che torna alle sue radici, riconoscendo che la sovranità appartiene davvero al popolo e che la vita pubblica cresce quando i cittadini scelgono di partecipare.
